Il grano arso

Tipicamente pugliese, il grano arso nacque dalla necessità di recuperare le spighe di Frumento cadute a terra e occultate dalla porzione vegetativa delle piante dopo la mietitura e la bruciatura delle stoppie. I chicchi di grano bruciati raccolti venivano macinati in mulini a pietra o nei mortai a mano ed uniti con una percentuale di farina bianca: così i contadini riuscivano ad ottenere un buon quantitativo di farina per la cucina, comprandone solo una piccola parte (tra l’altro a prezzi proibitivi).
Oggi, il grano arso viene prodotto in maniera del tutto differente. In pratica, il frumento è destinato ad una semplice tostatura, simile alla torrefazione del caffè, che gli conferisce sentori di “cotto” ed “affumicato”.

Maritati di grano arso, al pesto di bietolina rossa e anacardi e pomodorini secchi.

Fonte: (My-personalTrainer e gustoblog)

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